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08 Agosto 2009
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Il giornalista sostiene che il declino dei PC è provocato dal continuo ed inarrestabile aumento del grado di complessità tecnologica, causato dalle potenzialità evolutive che ne avevano invece decretato il successo. Ed è per questo che il consumatore, alla continua ricerca del "it's good enough", incomincia a preferire applicazioni e servizi remoti (come quelli di Google, per intenderci, mai citati nell'articolo ma sempre presenti tra le righe, ndr). Sempre secondo Michael Gartenberg l'unico settore che in questo momento si sta muovendo bene sulla linea di confine tra le potenzialità e la semplicità è quello del mobile computing, tant'è che ci sono sempre più consumatori che abbandonano occasionalmente il laptop per portare con se, in viaggio, il solo smartphone.
Al termine dell'articolo la soluzione: i produttori devono bilanciare tecnologia e feature, complessità e funzionalità. In questo modo vedremo presto una nuova classe di computer che sarà in grado espletare gli stessi compiti ma in modo più elegante e semplice. Per ora, comunque, il desktop domina il mondo.
In ultimo l'analista pone una domanda, retorica, rivolta agli utenti di Engadget per dimostrare la veridicità di quanto detto attraverso l'editoriale: "Avete mai provato a rimpiazzare il PC nella vostra vita quotidiana? Se ci siete riusciti, per favore, ditemi qualcosa della vostra esperienza". Un lettore del webzine statunitense, fra i più tempestivi, gli ha risposto secco: "Ma chi l'ha detto che il PC è morto?".
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