Wolfram Alpha: il motore più intelligente di Google.
Wolfram Alpha, progettato dall'omonimo matematico brittannico Stephen, è un motore di ricerca che si propone di rivoluzionare il modo in cui gli utenti attingono alle informazioni rese disponibili sul Web. Al contrario di Google, e dei suoi concorrenti, il sistema permetterà a breve (il rilascio gratuito è programmato per questo mese) di porre una precisa quanto complessa domanda e di riceverne in risposta un dato altrettanto puntuale (e non un insieme di informazioni "correlate"). Facciamo un esempio: in linea teorica quanto impiegherei ad arrampicarmi sulla cima dell'Everest, in considerazione tra l'altro delle avverse condizioni climatiche, degli ostacoli fisici della scalata e di altri impedimenti, se in dieci minuti sono salito fin sopra l'ultimo gradino della Torre di Pisa?

La risposta la lasciamo a Wolfram Alpha, agli addetti che dovranno prenderesi la briga di verificare i dati in entrata ed in uscita (domande e possibili risposte), ed al motore computazionale che dovrebbe razionalizzare ed identificare gli interrogativi, anche se rivolti in linguaggio naturale. Per alcuni il progetto, sebbene estremamente ambizioso, ha buone speranze di riuscita (lo dimostrerebbe il forte interessamento mostrato da Google). Per altri si tratta di un ennesimo tentativo di dar vita ad un'intelligenza artificiale che riesca a tenere il passo con quella dell'uomo: impossibile. Ciò che però lascia perplessi è che nessuno pare, fino ad oggi, si sia posto un problema semplice quanto fondamentale: qualunque univoca e reale risposta ad un interrogativo si traduce con "verità". E se anche dessimo in conto che esiste "la" verità, e non più d'una, quale peso avranno nella sua identificazione gli interpreti umani e matematici dei risultati delle ricerche, che a loro volta saranno chiamati a codificare anche le domande? E se Wolfram Alpha dovesse sostenere che ad essere nato prima è l'uovo, e poi la gallina, chi di noi si prenderà la briga di verificare i dati utilizzati a supporto della tesi? Tanto più che, lo sappiamo, le informazioni che potremmo raggiungere sono fin d'ora oltremodo filtrate. Da Google, naturalmente.

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